mercoledì 12 dicembre 2018

Storia di un pluriomicida


















Oggi, mercoledì 12 dicembre 2018 alle 16, nella Sala Balsamo della biblioteca Passerini-Landi a Piacenza, in via Carducci 14 al primo piano, il nostro Gruppo di lettura si ritrova per parlare di "L' avversario" di Emmanuel Carrère (Adelphi 2013): "Un libro-verità sulla vicenda giudiziaria del pluriassassino Jean-Claude Romand.
"Il 9 gennaio 1993 Jean-Claude Romand ha ucciso la moglie, i figli e i genitori, poi ha tentato di suicidarsi, ma invano. L'inchiesta ha rivelato che non era affatto un medico come sosteneva e, cosa ancor più difficile da credere, che non era nient'altro. Da diciott'anni mentiva, e quella menzogna non nascondeva assolutamente nulla. Sul punto di essere scoperto, ha preferito sopprimere le persone il cui sguardo non sarebbe riuscito a sopportare. È stato condannato all'ergastolo. Sono entrato in contatto con lui e ho assistito al processo. Ho cercato di raccontare con precisione, giorno per giorno, quella vita di solitudine, di impostura e di assenza. Di immaginare che cosa passasse per la testa di quell'uomo durante le lunghe ore vuote, senza progetti e senza testimoni, che tutti presumevano trascorresse al lavoro, e che trascorreva invece nel parcheggio di un'autostrada o nei boschi del Giura. Di capire, infine, che cosa, in un'esperienza umana tanto estrema, mi abbia così profondamente turbato - e turbi, credo, ciascuno di noi." (Emmanuel Carrère)
(IbS)

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venerdì 30 novembre 2018

Noga, l'arpista, comparsa nel copione della propria vita















mercoledì 28 novembre 2018 alle 16, nella Sala Balsamo della biblioteca Passerini-Landi a Piacenza, in via Carducci 14 al primo piano, il nostro Gruppo di lettura si è ritrovato per parlare di "La comparsa" di Abraham Yehoshua (Einaudi 2015): "Noga è una musicista, le sue dita sapienti e affusolate sono abituate a sfiorare le corde dell’arpa e a farne melodia. Ma adesso è lontana dal suo amato strumento, è lontana dalla musica, è lontana dalla vita che si è costruita in Olanda: è dovuta tornare a Gerusalemme, dopo molti anni che l’aveva lasciata, per prendersi cura dell’appartamento dove è cresciuta. L’anziana madre, infatti, sta trascorrendo alcuni «giorni di prova» in una casa di riposo a Tel Aviv: per alcune clausole contrattuali l’appartamento non può restare disabitato. Molte cose sono cambiate da quando Noga era giovane. Il quartiere «si sta tingendo di nero »: i vecchi abitanti hanno lasciato il posto a una sempre piú nutrita comunità di ebrei ultraortodossi con le loro tradizionali vesti nere. A cominciare da due bambini che continuano a intrufolarsi in casa della madre per guardare la televisione (proibita dalle loro famiglie). Ma anche Noga è cambiata: non è piú sposata dopo che il marito l’ha abbandonata perché lei si rifiutava di avere un figlio. Per passare il tempo e guadagnare un po’ di soldi – tanto piú che il soggiorno israeliano la costringe a saltare molti concerti – Noga inizia a fare la comparsa nei film e negli sceneggiati che si girano in città, ma quella inattività «forzata» fa nascere in lei un dubbio fastidioso e dolente: che Noga sia ormai una comparsa nella sua stessa vita.
(IbS)

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lunedì 29 ottobre 2018

Che succede a Pagford?

 
















mercoledì 24 ottobre 2018 alle 16, nella Sala Balsamo della biblioteca Passerini-Landi a Piacenza, in via Carducci 14 al primo piano, il nostro Gruppo di lettura si è ritrovato per parlare di "Il seggio vacante" di J.K. Rowling (Super TEA 2017): "A chi la visitasse per la prima volta, Pagford apparirebbe come un'idilliaca cittadina inglese. Un gioiello incastonato tra verdi colline, con un'antica abbazia, una piazza lastricata di ciottoli, case eleganti e prati ordinatamente falciati. Ma sotto lo smalto perfetto di questo villaggio di provincia si nascondono ipocrisia, rancori e tradimenti. Tutti a Pagford, dietro le tende ben tirate delle loro case, sembrano aver intrapreso una guerra personale e universale: figli contro genitori, mogli contro mariti, benestanti contro emarginati. La morte di Barry Fairbrother, il consigliere più amato e odiato della città, porta alla luce il vero cuore di Pagford e dei suoi abitanti: la lotta per il suo posto all'interno dell'amministrazione locale è un terremoto che sbriciola le fondamenta, che rimescola divisioni e alleanze. Eppure, dalla crisi totale, dalla distruzione di certezze e valori, ecco emergere una verità spiazzante, ironica, purificatrice: che la vita è imprevedibile e spietata, e affrontarla con coraggio è l'unico modo per non farsi travolgere, oltre che dalle sue tragedie, anche dal ridicolo. (Ibs) https://www.facebook.com/

giovedì 20 settembre 2018

La canzone di Achille, la canzone di Patroclo


















mercoledì 12 settembre 2018 alle 16, nella Sala Balsamo della biblioteca Passerini-Landi a Piacenza, in via Carducci 14 al primo piano, il nostro Gruppo di lettura si è ritrovato dopo l'estate per parlare di "La canzone di Achille" di Madeline MIller (Sonzogno 2013): ""Dimenticate la violenza e le stragi, la crudeltà e l'orrore. E seguite invece il cammino di due giovani, amici prima e poi amanti e infine anche compagni d'arme - due giovani splendidi per gioventù e bellezza, destinati a concludere la loro vita sulla pianura troiana e a rimanere uniti per sempre con le ceneri mischiate in una sola, preziosissima urna. Madeline Miller, studiosa e docente di antichità classica, a cui la dottrina non ha limitato o spento la fantasia creatrice, rievoca la storia d'amore e di morte di Achille e Patroclo, piegando il ritmo solenne dell'epica alla ricostruzione di una vicenda che ha lasciato scarse ma inconfondibili tracce: un legame tra uomini spogliato da ogni morbosità e restituito alla naturalezza con cui i Greci antichi riconobbero e accettarono l'omosessualità. Patroclo muore al posto di Achille, per Achille, e Achille non vuole più vivere senza Patroclo. Sulle mura di Troia si profilano due altissime ombre che oscurano l'ormai usurata vicenda di Elena e Paride." Maria Grazia Ciani su Ibs
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mercoledì 30 maggio 2018

Dietro le quinte dell'India contemporanea, tra fame, degrado morale, corruzione

















  
Oggi, mercoledì 30 maggio 2018 alle 16, nella sala Balsamo della biblioteca Passerini-Landi a Piacenza, in via Carducci 14 al primo piano, il nostro gruppo di lettura si ritrova per parlare di "La tigre bianca" di Aravind Adiga. "Seduto alla sua scrivania, l'imprenditore autodidatta Balram Halwai, detto la Tigre Bianca, scrive sette lucide e impietose lettere al primo ministro cinese che si appresta a visitare l'India. Gli racconta delle proprie origini e della propria storia: la storia di un ragazzo di una delle caste più basse che da un fangoso villaggio all'interno del paese (dove "ogni buona notizia si tramuta in una cattiva notizia, e in fretta") arriva a New Delhi, dove mall luccicanti, sontuosi palazzi e auto tirate a lucido da magri autisti in ciabatte si accostano a bordelli di lusso con bionde prostitute dell'Europa dell'est. Qui, nel nuovissimo quartiere di Gurgaon, Balram Halwai assiste alla progressiva e inarrestabile corruzione del suo padrone, ne assimila la mentalità e intuisce che il modo per fuggire dalla gabbia della miseria esiste: commettere un omicidio, rubare e mettersi in proprio. Grazie a un duro lavoro, a pasti trangugiati in fretta, a un codice morale dettato dalle necessità produttive, ma soprattutto applicando le auree regole degli affari apprese da Mr Ashok, il suo defunto ex principale, il successo non tarda ad arrivare. Per il futuro si vedrà: forse potrebbe investire parte del proprio capitale in una scuola per i bambini poveri di Bangalore: una scuola piena di Tigri Bianche, in cui non si parli né di Gandhi, né dei 36 milioni di divinità indiane." - da IbS.
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martedì 15 maggio 2018

Il potere della musica, il potere della conoscenza

 
















Mercoledì 9 maggio 2018 alle 16, nella sala Balsamo della biblioteca Passerini-Landi a Piacenza, in via Carducci 14 al primo piano, il nostro gruppo di lettura si è ritrovato per parlare di "Il velo di Maya" di Carlo Sgorlon. "Jacopo d'Artegna è un musicista geniale che prova sulla propria pelle, attraverso una serie di avventure felici e infelici, tutte le combinazioni che derivano dal rapporto tra pensiero, musica ed eros. Nella sua vita fortuna e sfortuna si inseguono incessantemente, come se una presenza demoniaca combattesse con una benefica forza riparatrice. Jacopo sperimenta la musica in mille forme, da quelle folkloriche a quelle attuali, dal rock alla grande sinfonia. Il suo desiderio è di rimanere sempre vicino alle origini popolari della musica, rinunciando a ogni intellettualismo, e rinunciando addirittura alla propria identità d'artista. Per questo fa circolare come anonime le sue creazioni. In realtà è la musica che lo incalza e lo circonda, esattamente come l'aria che respira. E la musica è in effetti aria, aria che vibra, incarnandosi però nel corpo di alcune straordinarie figure femminili. Sgorlon ha così riscritto, a modo suo, ambientandolo nei suoi luoghi, un nuovo Doctor Faustus, nel quale la musica è lo strumento di una nuova e antichissima conoscenza che passa insieme per i sensi e per la mente, ricomponendo l'unità del tormentato uomo moderno."(Ibs)
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martedì 24 aprile 2018

Il destino tragico di un uomo solo


















Mercoledì 18 arile 2018 alle 16, nella sala Balsamo della biblioteca Passerini-Landi a Piacenza, in via Carducci 14 al primo piano, il nostro gruppo di lettura si è ritrovato per parlare di "La macchia umana" di Philip Roth. "Il professor Coleman Silk da cinquant'anni nasconde un segreto, e lo fa così bene che nessuno se n'è mai accorto, nemmeno sua moglie o i suoi figli. Un giorno però basta una frase (anzi una sola parola detta per sbaglio, senza riflettere) e su di lui si scatenano le streghe del perbenismo, gli spiriti maligni della "political correctness". Allora tutto il suo mondo, la sua brillante vita accademica, la sua bella famiglia, di colpo crollano; e ogni cosa che Coleman fa suscita condanna, ogni suo gesto e ogni sua scelta scandalizzano i falsi moralisti. Non c'è scampo perché "noi lasciamo una macchia, lasciamo la nostra impronta. Impurità, crudeltà, abuso, errore, escremento, seme: non c'è altro mezzo per essere qui". (Ibs)
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mercoledì 28 marzo 2018

La "diabolica" potenza della macchina fotografica sradica Idriss dalla sua immagine e da se stesso




















Oggi, mercoledì 28 marzo 2018 alle 16, nella sala Balsamo della biblioteca Passerini-Landi a Piacenza, in via Carducci 14 al primo piano, il nostro gruppo di lettura si ritrova per parlare di "La goccia d'oro" di Michel Tournier. "Deserto del Sahara, oasi di Tabelbala. Una donna bionda, proveniente da Parigi, è appena arrivata con la sua Land Rover. Scesa dalla macchina, scatta una fotografia a Idriss, un giovane pastore arabo. Il ragazzo ha accettato di farsi fotografare, ma poi pretende di riavere la sua immagine ritenendo di esserne l'unico proprietario. Teme, infatti, che vada dispersa. La donna promette che gliela spedirà, ma passano gli anni e da Parigi non arriva alcuna foto, Idriss nel frattempo ha dovuto lasciare il suo paese in cerca di lavoro e ora è in Francia. Si reca a Parigi, e si mette a cercare la sua "immagine", che non ha dimenticato. Presto, però, viene travolto dal trattamento riservato agli immigrati come lui, rischiando di smarrire del tutto la propria identità nel mare delle apparenze che domina la cultura europea. Ritroverà il proprio vero volto grazie all'aiuto di un maestro di calligrafia araba, che lo riporterà nell'oasi simbolica della sua cultura, ostile al culto dell'immagine. "La goccia d'oro" unisce la crudezza del romanzo realista alla delicatezza della parabola, per farsi specchio e cifra di una realtà drammaticamente attuale. Allo stesso tempo, la vicenda di Idriss pone una domanda che ci riguarda tutti: qual è il tributo che ciascuno di noi paga ogni giorno all'impero delle apparenze? ." (IbS)

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Due omicidi, un segreto legato ad un libro, identità nascoste: amore, intrighi, mistero fra le antiche illustrazioni miniate

 
















Mercoledì 14 marzo 2018 alle 16, nella sala Balsamo della biblioteca Passerini-Landi a Piacenza, in via Carducci 14 al primo piano, il nostro gruppo di lettura si è ritrovato per parlare di "Il mio nome è Rosso" di Orhan Pamuk. "Istanbul, 1591. Tra i miniaturisti e illustratori al lavoro nel Palazzo del Sultano si nasconde un feroce assassino. Per smascherarlo Nero è disposto a tutto, anche a rischiare la vita. Perché se fallisce, per lui non ci sarà futuro con la bella Sekure, non ci sarà l'amore che ha sognato per dodici anni." (IbS)

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martedì 6 marzo 2018

Un'inquietante metafora sulla cecità dell'anima, dove il "buio" è "bianco" perchè il bianco è il nulla, l'assenza di tutto

 
Mercoledì 21 febbraio 2018 alle 16, nella sala Balsamo della biblioteca Passerini-Landi a Piacenza, in via Carducci 14 al primo piano, il nostro gruppo di lettura si è ritrovato per parlare di "Cecità" di Josè Saramago. In una città senza nome si diffonde una strana epidemia: uomini e donne perdono la vista, diventano ciechi, uno dopo l’altro. Per cercare di tenere sotto controllo la situazione e il contagio, il governo decide di internare i ciechi a gruppi. Ma ben presto la situazione degenera e tutto il paese sarà contagiato. Nessuno può badare a se stesso né agli altri. Solo una donna, la moglie del medico, pare essere immune.
 
Intanto negli edifici in cui i ciechi erano stati rinchiusi si organizzano nuove forme di società. I ciechi malvagi inizieranno a controllare la distribuzione del cibo per poter ricattare i più deboli e ottenere favori sessuali dalle donne. La moglie del medico, l’unica non cieca, riuscirà a uccidere il capo dei ciechi malvagi e a salvare il suo gruppo dall’incendio divampato nell’edificio.
 
Fuori dall’edificio la situazione non è migliore: la lotta per la sopravvivenza semina violenza e orrore per le strade. Mentre la moglie del medico cerca di riorganizzare il suo gruppo, l’epidemia scompare così come era arrivata, inspiegabilmente, e tutti torneranno di nuovo a vedere. (Wuz)

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mercoledì 24 gennaio 2018

Racconti sussurrati e piccoli gesti quotidiani


















Oggi, mercoledì 24 gennaio 2018 alle 16, nella sala Balsamo della biblioteca Passerini-Landi a Piacenza, in via Carducci 14 al primo piano, il nostro gruppo di lettura si ritrova per parlare di "Le nostre anime di notte" di Kent Haruf: "La storia dolce e coraggiosa di un uomo e una donna che, in età avanzata, si innamorano e riescono a condividere vita, sogni e speranze. Nella cornice familiare di Holt, Colorado, dove sono ambientati tutti i romanzi di Haruf, Addie Moore rende una visita inaspettata a un vicino di casa, Louis Waters. Suo marito è morto anni prima, come la moglie di Louis,e i due si conoscono a vicenda da decenni. La sua proposta è scandalosa ma diretta: vuoi passare le notti da me? I due vivono ormai soli, spesso senza parlare con nessuno. I figli sono lontani e gli amici molto distanti.
Inizia così questa storia di amore, coraggio e orgoglio.." (IBS)


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