mercoledì 26 aprile 2017 alle 16, nella sala Balsamo della biblioteca
Passerini-Landi a Piacenza, in via Carducci 14 al primo piano, il nostro
gruppo di lettura si è ritrovato per parlare di "L'amore fatale" di Ian McEwan (Einaudi 1997).
"Un pallone aerostatico
travolto da un improvviso colpo di
vento plana su un prato verdissimo tra Oxford e Londra. Un
uomo anziano cerca di scendere ma rimane impigliato in
una fune e alcuni soccorritori tentano di aiutarlo,
uno di loro morirà. Inizia cosi questo romanzo di McEwan
sull'amore e le sue ossessioni, da una disgrazia che
sconvolgerà la mente di Jed Parry, un giovane con manie religiose
vittima di una patologia erotica. A farne le
spese è Joe Rose, divulgatore scientifico, uomo fragile e deluso,
legato alla bella Clarissa, che adesso è costretto a mettere
in discussione la propria vita. Jed si è follemente innamorato
di lui ed è convinto di essere ricambiato.
Con ironia sottile e un gusto della comicità del tutto
nuovo, Ian McEwan dipinge questo amore omosessuale
assoluto: un'ossessione assurda e grottesca oppure la forma più pura di devozione e passione? Perché
chi può dire cosa sia l'amore?
Ne "L'amore fatale" trionfa la bella scrittura, quella che riesce ad
esaltare anche una storia nel suo impianto complessivo semplice e dai
ritmi piu vicini al mélo drammatico che al thriller. Nelle prime pagine lo scrittore riesce a rappresentare la
scena dell'operazione collettiva di salvataggio della mongolfiera nella
sua drammaticità e nel dilemma interiore dei suoi protagonisti tra le
ragioni dell'io individuale e quelle dell'io sociale; questo dilemma,
che accompagna costantemente la vita dell'essere umano, ritorna ed
erompe in tutta la sua violenza nella storia di Logan, l'unico uomo del
gruppo dei soccorritori a perdere la vita nel tentativo di fermare la corsa aerea di quel pallone. Dominano nel libro tutte le sfumature del senso di colpa, della
dicotomia tra spirito di autoconservazione e spirito di solidarietà sociale, la diffidenza, la disillusione ma soprattutto
l'amore ostinato e perdurante, quell'enduring love che è il titolo
originale dell'opera. E' significativo che quella parola non si
riferisca all'amore sano e corrisposto tra Joe e Clarissa
ma all'amore malsano, compulsivo ed ossessivo che Jed sviluppa nei
confronti del protagonista. Un amore che, ci racconta la pubblicazione
scientifica nella postfazione, ha una propria classificazione
medico-psichiatrica e può anche durare per decenni nella piu cieca e
solitaria convinzione del paziente che lo prova. Un libro che fa
riflettere sulle forme piu varie che puo assumere l'amore, sulle
fragilita' e debolezze dell'animo umano e anche sulla sua
insondabilita' ed incontrollabilita'.
(Ibs)
https://www.facebook.com/gruppodilettura.piacenza/?fref=ts

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