Vogliamo ricordarvi che l'incontro del Gruppo
di lettura su "Accabadora" di Michela Murgia (2009) si terrà lunedì 25
febbraio 2013 alle 16.30' anzichè mercoledì 13 febbraio, per evitare la concomitanza con il corso d'aggiornamento sul romanzo di formazione all'inglese, tenuto da Salvatore Mortilla.
La descrizione di IBS:
Perché Maria sia finita a vivere in casa di
Bonaria Urrai, è un mistero che a Soreni si fa fatica a comprendere. La
vecchia e la bambina camminano per le strade del paese seguite da uno
strascico di commenti malevoli, eppure è così semplice: Tzia Bonaria ha
preso Maria con sé, la farà crescere e ne farà la sua erede, chiedendole
in cambio la presenza e la cura per quando sarà lei ad averne bisogno.
Quarta figlia femmina di madre vedova, Maria è abituata a pensarsi, lei
per prima, come "l'ultima". Per questo non finiscono di sorprenderla il
rispetto e le attenzioni della vecchia sarta del paese, che le ha
offerto una casa e un futuro, ma soprattutto la lascia vivere e non
sembra desiderare niente al posto suo. "Tutt'a un tratto era come se
fosse stato sempre così, anima e fili'e anima, un modo meno colpevole di
essere madre e figlia". Eppure c'è qualcosa in questa vecchia vestita
di nero e nei suoi silenzi lunghi, c'è un'aura misteriosa che
l'accompagna, insieme a quell'ombra di spavento che accende negli occhi
di chi la incontra. Ci sono uscite notturne che Maria intercetta ma non
capisce, e una sapienza quasi millenaria riguardo alle cose della vita e
della morte. Quello che tutti sanno e che Maria non immagina, è che
Tzia Bonaria Urrai cuce gli abiti e conforta gli animi, conosce i
sortilegi e le fatture, ma quando è necessario è pronta a entrare nelle
case per portare una morte pietosa. Il suo è il gesto amorevole e finale
dell'accabadora, l'ultima madre.

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